Negli anni 80 partendo dal fenomeno delle cosiddette "compagnie" ci si spostava in gruppi più o meno numerosi. Con organizzazioni legate al passaparola e alla disponibilità dei rari mezzi di trasporto. Di solito anche la cinquecento diventava un multivan da 5/6 persone.
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| Luisin |
Un luogo strategico per il ritrovo di quei tempi era Meldola, (14 km da forlì) con i suoi locali, quali - la Meridiana con gli antipasti decorati di giardiniera sottolio, i tris di pasta affogata nella panna o denso ragù - il Mangianotte con spaghetti di ogni tipo e dove potevi incontrare Pasquale Venditto - Luisin con le pizze giganti, oppure in corso Cavour, il Gnak con il prelibato affogato al caffè - lo Sfizio gestito da Micio.
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| Gnak |
Mentre a Forlì, al Rio Bar di fronte al cinema Astoria, la signora Elide proponeva la mitica Coppa Rio, assemblata con crema, nocciola e panna e se qualcuno osava chiedere delle varianti, la "Bionda" come veniva chiamata, poneva il divieto senza fornire spiegazioni ma con espressione eloquente. La coppa Rio era un oggetto del desiderio anche per i golosi del ravennate fino al bolognese.
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| Rio Bar |
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| Meridiana |
A proposito di gelato, non poteva mancare d'estate, il gelato di Viroli, (1982) con file interminabili e con la pazienza di chi sapeva che il vero gelato era quello. Ci si appoggiava seduti anche sul marciapiede della strada, pur di fare parte di quel piccolo micro cosmo.
Il sabato sera chiacchierata strategica al Red Lion di Guido leone, per organizzare l’uscita all’Empyre
La domenica pomeriggio in orario inusuale (alle 17.30) se volevi garantirti la pizza n°1 di quei tempi, dovevi salire a Bertinoro da Casson. Un locale angusto, buio, con pochi tavoli, travi di legno sulla testa, dove a volte vedevi transitare piccoli roditori o dove gli angoli della sala erano occupati da ragnatele in stile Halloween. Ma la pizza "metà ortofresco e metà gorgonzola", servita nel consumato tagliere di legno appoggiato sulla carta ingiallita da macellaio, faceva passare inosservato ogni dettaglio di arredo o servizio non propriamente da guida Michelin e quando uscivi capivi perfettamente perché saresti tornato la settimana dopo.
Il sabato pomeriggio non mancava la "vasca" in Corso della Repubblica fino in Piazza Saffi, con soste obbligate da Persiani, Gamberini, poi Boncaldo e Paganini. Negozi di dischi che gratificavano ogni gusto musicale e dove ravanavi dentro le ceste di plastica, alla ricerca del vinile desiderato. Erano i dispensatori degli attuali Spotify o Amazon music.
Per l'abbigliamento soste dal Toscano, Charlie Max e Bubani o per i più parsimoniosi alla Standa in corso Garibaldi. Altrimenti per gli amanti del vintage si andava direttamente da Angelo a Lugo

Sosta obbligata per una pizza al taglio da Altero, spianata, mozzarella, pomodoro preferita in accoppiata sovrapposta. Fu Altero Giampieretti a dare vita alla pizzeria nel 1953. poi rilevata da Fernando Agnoletti.
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| Fernando Agnoletti - Orfeo e ALTERO Giampieretti |
La mecca dei giochi e dei cultori del modellismo era la PTB di Rosa Malpezzi in corso della Repubblica, una postazione ricercata anche dai nostri genitori per impacchettare con carta metallizzata, i regali di Natale e compleanno.
Proseguendo, sosta di fronte alla vetrina della profumeria delle sorelle Piovaccari e di papà Aurelio. Ma la profumeria di eccellenza a Forlì era Fiorentini in Piazza Saffi, con gli eleganti arredamenti e la vetrina in legno, progettati dall’ingegnere Giorgio Zagatti. I nostri padri si rifornivano di Vetiver e dopo barba all'essenza di pino silvestre, mentre noi compravano le prime fragranze di Paco Rabanne o per le morose il ricercato Patchouli, consigliati elegantemente da Mario prima e dal figlio Franco, dopo un leggero pouf su un talloncino di carta o direttamente sui polsi.









