3) Pineta e altre disco

 



La storia del Pineta inizia a Milano Marittima nel 1962, sulle fondamenta di una villa trasformata in tempio del divertimento, punto di riferimento della movida cervese. L’idea parte dall’'imprenditore forlivese Renato Ricci creatore del Pascià a Riccione con il famoso lampadario "gattopardiano" al centro della pista e del Baccara a Lugo. L’incredibile successo della discoteca stravolge Milano Marittima, poiché dopo la nascita del Pineta sorge un'area imprenditoriale  ricca di virtuose attività commerciali  con sale giochi (Il Dollaro), bagni (ippocampo, Bicio Papao), abbigliamento (Julian Fashion, Nick and sons, bar (Casablanca, la perla, Sporting, Zouk, Vanquish, Caino), ristoranti (Caminetto, Zi Teresa, Notte e dì, bucaniere, La frasca di Gianfranco Bolognesi), hotel (Mare Pineta, Palace), parrucchieri (I Meridiani) sartorie (Duilio Spinelli). Cresce un nuovo stile, basato su eccentricità, fascino e lusso ostentato, un esempio unico di quanto un solo locale possa avere influenzato un modello imprenditoriale, invidiato in tutta Italia.

Al Pineta si sono esibiti artisti negli anni ’60 come Mina in una delle rare presenze Live, e successivamente Dj internazionali agli esordi come Bob Sinclair.

Dal 1992, il Pineta o la Pineta Club passa nelle mani di Enrico (Chicco) Cangini di Predappio che balzò in cronaca rosa per avere sposato Adriana Volpe, in una chiaccherata unione durata appena quattro mesi.

Nel 1993, Chicco lancia con grande successo il Martedì del Pineta, appuntamento molto atteso con un concetto rivoluzionario rispetto alla formula Week End. Il Martedì fino a quel momento era considerato off-limit, essendo un momento infrasettimanale che obbligava i lavoratori a conciliare la presenza alle 8:00 del mattino dopo essere rientrati alle 3.00 o addirittura all'alba, non prima di avere fatto una sosta al forno Baldani con l'immancabile spianata e bomboloni appena sfornati. Prende consistenza la figura del PR, molto attento alle dinamiche di gruppo e capace di coinvolgere gratuitamente, avvenenti figure femminili. Le serate erano animate con house-music di Otto Casagrande e musica anni 70-80 di Marco Ossana. L’ingresso che comprendeva la consumazione, costava mediamente 20/30 mila Lire (33€/50€ attuali) salvo chi conosceva Guido o Evandro, abili facilitatori di pass gratuiti. Prenotare un tavolo costava mediamente 200 Mila lire (330€ attuali)

Il locale si contraddistingueva per la ricercata animazione, arruolando ballerini professionisti che con coreografie originali aumentavano il tasso di spettacolarizzazione della serata.

Nasce il concetto di "Fila all’ingresso", con lunghi tempi di attesa, senza peraltro avere la certezza dell’accesso, mentre per altri, esisteva un agevolato e transennato corridoio VIP che facilitava l'accesso alla doppia scala fino alla biglietteria vigilata dal mitico Guido. All’ingresso veniva imposto un rigido protocollo, per cui l’abbigliamento era prioritario. Difficile accedere se indossavi un jeans o maglietta qualunque. L’uniforme elegante (Camicia, giacca, cravatta o abbigliamento griffato) era quasi obbligata, pena il rimbalzo all’ingresso del locale, vigilato dal grande, (2 mt x 170kg) big Jimmy.

Ma l'interpretazione del Look veniva spesso affidata a buttafuori molto esperti di aminoacidi ma poco di stile. Ecco la storia del mio "rimbalzo" risalente all'estate 1989. Una sera in cui avevo fatto molta attenzione al dressing code. Pantaloni, e giubbino in pelle di Costume National, camicia bianca Dolce & Gabbana, e (purtroppo) sneakers bianche. Furono proprio quelle scarpe, troppo ginniche a porre il veto sul mio ingresso. Rimasi male, scrissi una lettera a Chicco, con una garbata richiesta di prestare maggiore attenzione al ruolo di stabilire il giusto Look, a persone che erano piu' inclini a creare scena piuttosto che ad un vero filtro d'immagine. Non ebbi mai risposta e li termino' la mia esperienza "pinetana" per circa 10 anni.

Viene introdotta la lista d'ingresso, con cui venivano agevolati i detentori di un tavolo prenotato.

Altro elemento di segmentazione tra clientela ordinaria e clientela VIP era il Privé, spazio riservato solo per alcuni, dove si celebrava il concetto di chiccheria, spesso debordante in fenomeni di esibizioni trash o peggio di alchimie con alcol e sostanze proibite.

Il Pineta divenne famoso in tutta Italia, anche per i DJ che hanno caratterizzato con le proprie influenze, uno nuovo stile musicale. Gianni Morri, Otto Casagrande, Robertino, Maurizio Gubellini, senza dimenticare il forlivese Marco Rossi (scomparso nel 2018), che nel periodo anni ’80 e ’90, fu protagonista oltre al Pineta, dell’Energy di Cesenatico e Snoopy di Faenza.

Nel 1998, inizia un periodo di crisi del mondo della nott ed il Pineta cambia look, diventando più moderno e minimalista. Resta comunque molto frequentato da Vip del mondo dello sport come Marco Pantani, Valentino Rossi, Antonio Cabrini, Pippo Inzaghi, Bobo Vieri, Alberto Tomba a personaggi dello spettacolo come Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Cesare Cremonini, Flavio Briatore, Luisa Corna, Garko, Gianluca Vacchi.

Tra i piu' assidui frequentatori forlivesi negli anni 80 e 90, certamente Federico Rani ed i fratelli Caputo.

Più che una discoteca il Pineta rappresentava uno stile di vita di una Romagna divisa in due parti: a nord, era capofila assieme al Papagayo, Zorro, La nuit ed il paradiso di Valverde. A sud l'imponente e variegato mondo Riminese con i trasgressivi Cocoricò, Echoes, Lady Godiva, poi l'altro mondo studios, il new york, la disco Valley di covignano con l’elegante Paradiso di Gianni Fabbri, il Pascià, Peter Pan, il Prince, la Mecca Melody , il Byblos la Villa delle Rose, ed infine il Sophia con la Baia Imperiale, ultimi avamposti  a delimitare il confine romagnolo.

Nel 2023 il pineta club è stato oggetto di provvedimenti giudiziari, che hanno portato la convocazione di un’asta per sanare un ingente debito con i proprietari dell’immobile e per rivitalizzare lo storico tempio dell'intrattenimento. Il noto stilista Roberto Cavalli (deceduto poi l’anno seguente) ha preso in gestione con una cordata la complessa eredità.

Per rivivere l'atmosfera, un significativo omaggio registrato al Pineta nel 2024 per Gianni Maselli (uno dei più grandi di sempre, morto nel 2019 a 61 anni)

Pineta - The Memory


Chicco Cangini

L'animazione



Guido

Cangini - Mascia - Daniele Borsari

la sala



Dj Marco Ossana

DJ Marco Rossi

Dj Otto Casagrande

DJ Robertino

Il Vocalist e Cristina Tassinari



Big Jimmy

Guido e Evandro

Biglietto ingresso donna - Martedì