Fine
anni 70 - Il ritrovo della vita di una decina di amici, prese vita tra le pareti della Latteria Anna in via Decio Raggi 138, separata da 20 metri dalla pasticceria Cecchini. La latteria era composta da
servizio commerciale (Latticini e caffetteria), uno spazio adibito a sala
giochi ed un bagno finestrato. Alla Signora Anna, si dava del "Lei", per un senso
di soggezione procurato dall’approccio scorbutico e per la venerabile età.
Perennemente in grembiule bianco, calze marroni contenitive anche d’estate, scialbe
ciabatte marroni, era alle prese con attacchi perenni di sciatalgia e colpi
improvvisi di narcolessia. Anna (la lattaia) era più di una seconda Mamma. Con
il suo modo rude, ma benevolo, sorvegliava l'integrità e l'educazione civica degli
avventori.
La
lingua ufficiale dell’Anna era il "dialetto da bar" e solo in circostanze da
consigliera si riappropriava della Treccani. Prendeva sotto
braccio il consigliato ed appartandosi in un angolo, iniziava a dispensare consigli di buona creanza. La sua funzione di pedagogista era un raro esempio di
alta psicologia, per quei tempi.
In
quel periodo la “moda” delle droghe (leggere e pesanti) era diffusa e tanti bar
vicini ne subivano l’influenza. Dall’Anna questo tipo di tentazione era
demonizzata con inflessione e controllo viscerale, come neanche Vincenzo Muccioli a San Patrignano riusciva.
Dal
frigorifero appoggiato alla vetrina estraeva ghiaccioli verdi e bianchi a 50 lire, ravanati da un braccio infreddolito. Non ti dovevi azzardare a servirti da
solo! Dosava con arte da consumata Sommelier, bicchieri di spuma a 60 lire,
(circa 10 lire in più del Bar Stefano e del Nuovo Fiore), senza mai riempirli
troppo, perché era consuetudine chiedere il bis, in particolare di spuma bianca
o di cedrata Tassoni, succhiata attraverso una liquirizia dura come il cemento.
Il primo a presidiare la Latteria, era Spartaco che dopo avere cambiato una decina di monetine si apprestava a battere l'ennesimo punteggio record a flipper, impresso nel display, con un pennarello. Nessuno sarebbe mai riuscito a battere i suoi primati, nemmeno Mosca (Forse)!
Il
secondo in ordine di apparizione era il "Nanni", che abitava dietro
l'angolo della latteria. Nel tardo pomeriggio il gruppo s'infoltiva. Fausto con
il Ciao verde, impennato alcuni metri prima del parcheggio; Paolo Tocchi con
una Lambretta d'epoca del terzo Reich; Gabrio Tassinari e Grazioli a cavallo del KTM; Pietro con il BMW, Mosca, i fratelli Valente ed Eros attraversando la
strada; Luca Castellini, Massimo Casadei, Alberto Mandolesi scendendo semplicemente
le scale, il mitico Gigi Vernocchi con la Panda, da Piazzetta Petrarca.
Era il periodo delle compagnie, intese come larghi raggruppamenti di amici che spesso interagivano tra loro con migrazioni piu' o meno regolari. Le piu' conosciute erano, Paccagnella, piazzale kennedy, i garibaldini, la cremeria, nuovo fiore, bar Stefano, e la temuta baia del re.


